Odori e gusto fanno bene all’anima

0
127

Il marchio Pri.Ma (fusione delle parole Prima e Materia) porta in cucina le quintessenze alimentari, un progetto che riprende i fondamenti della neurogastronomia mirando a saldare arte culinaria, gusto e benessere.

Odore, sapore e gusto non toccano unicamente alcuni dei nostri sensi e non hanno origine solo nel naso e nella gola, bensì rappresentano veri e propri vettori su cui transitano anche ricordi e sensazioni. A rimarcare questi semplici e antichi concetti, un team rigorosamente made in Sud, formato da due biologi, Antonio Salerno e Joseph Cannillo, un pastry chef con esperienza internazionale, Tiziano Mita, e Vito Cannillo imprenditore del settore erboristico e nutrizionale, promotore dell’iniziativa. Insieme hanno dato vita agli inizi di febbraio in Puglia, a Corato in provincia di Bari, a Pri.Ma, un programma d’avanguardia che vuole saldare gusto, arte culinaria e benessere, come non si era mai fatto fino ad ora.

Il progetto riprende alcuni fondamenti della neurogastronomia, scienza che studia le reazioni del nostro cervello di fronte agli stimoli provenienti dal cibo: forma, colore, odore, sapore. Protagonisti, gli oli essenziali aromatici di origine vegetale estratti da frutti, fiori, ortaggi e piante officinali e i vantaggi per il nostro benessere legato al loro utilizzo a tavola: tempi di preparazione, amplificazione del gusto e combinazioni gastronomiche. 

Si parte dal cuore degli alimenti per estrarre il “meglio del loro contenuto” ottenendo un perfetto distillato di gusto e proprietà organolettiche. Lo si fa appunto con la produzione di quintessenze a base di oli essenziali da utilizzare poi in cucina. Ricavare la ‘quintessenza del gusto’ significa migliorare la fase di percezione e ‘costruzione’ del gusto che ha origine non solo tra naso e palato ma anche attraverso i riferimenti che gli attribuisce la nostra mente.

A confermarlo Tiziano Mita, responsabile tecnico e gastronomico del progetto. Collaboratore di grandi chef a livello internazionale, tra i quali Pierre Gagnaire e il suo ristorante in Rue Balzac a Parigi, sottolinea gli utilizzi positivi delle quintessenze in cucina, ad esempio gli estratti di mandarino per marinare il pesce o di gelsomino per un dolce. O ancora, quintessenze di pepe per il pollo che permettono di mantenere intatto il sapore della spezia, limitando notevolmente la sua piccantezza, sgradita ad alcuni palati.

 

SHARE
Articolo precedenteIl progetto Cartacrusca
Prossimo articoloUn moderno Jurassic Park
Luca Malgeri
Giornalista, laureato in Scienze Politiche, svolge da sempre la sua professione con grande passione, scrivendo e confrontandosi, nel corso degli anni, con tanti e diversificati argomenti. Ha iniziato con la telefonia mobile e l’information technology e poi ancora agriturismo, motori e settore casa. Negli ultimi anni si è occupato di tutto ciò che riguarda il mondo agricolo, guardando sia alla meccanizzazione, quindi trattori e macchinari, che all’enogastronomia, ai prodotti tipici, all’allevamento e al giardinaggio. Collaboratore con blog e testate online, è convinto che il futuro sia nel web e nelle potenzialità che questo offre.

LASCIA UN COMMENTO