Masseto, benessere di lusso

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Masseto, benessere di lusso
Masseto, benessere di lusso

Masseto, benessere di lusso. Qualità, non quantità. Lo stile. Bere poco ma in autentica sublimità, come “tensione verso un alto sentire”. Ecco cosa significa benessere, ecco come fare di un atto, un rituale di bellezza e di gusto

Masseto, benessere di lusso. Il vero lusso è concedersi del tempo, dei momenti unici per sottrarsi alla legge della “necessità”. Il vero lusso è avere il tempo di poter fare molte cose. Il vero lusso è fare tutto molto lentamente.

Come sorseggiare, degustare, assaporare, un vino d’eccellenza e farne propria l’intensità per sempre. Al pari di un momento indimenticabile. Il Masseto, di cui è stato anche testimonial Carlo Ancelotti, è un vino da collezione che, a seconda dell’annata, può arrivare anche a costare circa 1.500 euro a bottiglia.

Masseto, benessere di lusso
Masseto, benessere di lusso

Il vino è stato realizzato per la prima volta negli anni Ottanta, ed è tra i vini più pregiati e ricercati a livello internazionale. Parliamo del più rinomato Merlot italiano, prodotto a Bolgheri e che viene realizzato su un vigneto di soli sette ettari e affinato in barrique di rovere francesi.

Il Masseto è un ‘Cru’, noto per i suoi terroirs eccezionali, che viene realizzato in quantità estremamente limitate grazie alla rigorosa selezione e alla filosofia di eccellenza che lo caratterizza.

Masseto, benessere di lusso

La struttura è Cordone Speronato a 3.500 ceppi per ettaro. Masseto è composto da un’unica collina che da il nome al vino, di 7 ettari. La prima annata è stata la 1987 e la produzione all’anno è di circa 30.000 bottiglie.

Il punto nodale che fa del Masseto uno dei vini più celebri al mondo è la sua forza espressiva con una trama fitta, ricca e intensa, un tannino particolarmente setoso e levigato ed una lunghezza con un tocco di acidità che conferisce anche una rilevante sensazione di freschezza.

Ha inoltre una complessità aromatica, con toni di frutta a bacca rossa e nera perfettamente matura, e una presenza balsamica con note di erbe aromatiche, spezie dolci e cacao.

Masseto, benessere di lusso

Tra i primi a rendersi conto delle potenzialità del grande terroir della collina del Masseto, troviamo Andrè Thcelicheff, enologo di grande esperienza, amante del Merlot, che contribuisce alla realizzazione del Masseto negli anni Ottanta, individuando nella collina del Masseto, grazie al suo caratteristico terroir e alle sue condizioni climatiche particolari, il posto ideale per la realizzazione di un Merlot unico.


Sotto le sue direttive, viene impiantata la vigna e il sogno si traduce in realtà. In cima alla collina del Masseto, a un’altitudine di circa 120 metri sul livello del mare, i terreni sono composti da argille sciolte e sabbie ricche di ciottoli, elementi che regalano al vino una decisa eleganza.

Questa è la zona chiamata “Masseto Alto”. “Masseto Centrale” è la parte centrale del vigneto del Masseto, che determina l’anima e la spina dorsale del vino. Con pendenze del 10%, la grande percentuale di argille plioceniche sui lati della collina definisce il carattere di questo terroir, con carattere, struttura e longevità.

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I filari più bassi crescono su terreni meno argillosi e conferiscono al vino ampiezza, morbidezza e generosità. Quest’ultima zona è il “Masseto Junior”. In ognuna di queste tre zone ci sono aree più piccole in cui le uve maturano in momenti differenti e che quindi richiedono di essere vendemmiate separatamente. Tutte queste anime si concentrano nel vino, caratterizzandolo per una ricchezza di sfaccettature ineguagliabili.

La disposizione dei filari nel vigneto del Masseto è di fondamentale importanza. I filari sono piantati in modo perpendicolare rispetto alla pendenza massima della collina. Questo fa sì che le piogge estive penetrino lentamente nel terreno, senza scivolare via velocemente.

L’allevamento è a cordone speronato, con un numero di gemme e una resa che varia significativamente in base alla vigoria di ciascuna vite. Il loro sviluppo è ulteriormente favorito dal lavoro manuale dei viticoltori che diradano circa il 5-10% della produzione per far sì che la pianta raggiunga il suo equilibrio ottimale.

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Durante il corso dell’anno, ogni movimento delle viti viene seguito con totale attenzione e  cura, passo dopo passo, attenzione che culmina con il momento della vendemmia.

L’uva viene raccolta un grappolo alla volta, nelle prime ore del giorno, quando l’aria è ancora fresca dalla notte precedente, e “accarezzata” in maniera da mantenere quella fragranza che arricchisce la complessità di questo vino così pregiato.

I grappoli del Masseto vengono sottoposti a una doppia selezione, prima e dopo la diraspatura. In pratica ogni singolo acino è controllato con attenzione mentre avanza lentamente sul tavolo di cernita e viene scartato se non è perfetto per proseguire verso le vasche di fermentazione.

A questo punto l’uva prosegue nelle cuverie, dove la tecnologia più avanzata dell’acciaio unisce le sue forze con la tradizione del legno. La fermentazione si realizza in vasche di acciaio inox di ultima generazione che permettono un perfetto controllo della temperatura.

Durante questa fase, l’avanzamento della fermentazione in ciascun serbatoio, che rappresenta un determinato appezzamento del vigneto, viene seguita metodicamente grazie ad assaggi giornalieri. Si tratta di una complessa vinificazione a misura.

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“A questo scopo, le temperature di fermentazione, il numero di rimontaggi, e anche la durata della macerazione sulle bucce possono cambiare da un vino base all’altro e da un anno all’altro,” ha spiegato l’enologo Axel Heinz.

Dopo la loro nascita nelle vasche, i diversi vini base iniziano il loro invecchiamento separatamente in barrique, momento determinante. Il legno scelto è rovere della grana più fine possibile, proveniente dalla foresta del Massiccio Centrale in Francia a cui si aggiungono una media tostatura, per rispettare il fruttato del Masseto e valorizzarne sia la sua struttura che l’eleganza.

Il primo vino prodotto dal vigneto del Masseto è quello della vendemmia del 1986. Si chiamava semplicemente “Merlot”. Il nome Masseto è apparso in etichetta con la vendemmia del 1987.

Masseto è un vino dalla personalità talmente complessa che ogni annata ha la sua identità e rappresenta, per il piacere dei suoi appassionati, le incredibili possibilità d’interpretazione che le variazioni del clima possono offrire: la nobile opulenza del 2001, la densa struttura tannica del 1998, o la grande eleganza del 2007.

Le annate vanno dal 1986 al 2013, ognuna con caratteristiche di eccellenza che ne consacrano sempre di più la preziosità in tutto il mondo. Ad esempio, il Masseto 2013 è il frutto di un annata complessivamente tardiva e fresca durante il periodo vendemmiale, condizione particolarmente favorevole per il Merlot che è maturato lentamente con un tempo soleggiato ma senza troppo caldo, condizioni che hanno permesso la piena espressione delle qualità aromatiche con una perfetta maturazione della componente polifenolica.

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Il risultato è stato un vino dal consueto colore rubino intenso e cupo. Al naso colpisce subito un fruttato pienamente maturo dotato di grande freschezza e complessità, sottolineato da delicate note di vaniglia e cacao.

In bocca il vino si presenta sostanzioso e ricco, di grande densità, con una qualità tannica rara, setosa e levigata. Intensi profumi di frutta a bacca nera riempiono il palato con una spiccata nota di freschezza nel lungo ed elegante finale che arriva ad una morbida nota di cacao.

Per l’anniversario dei 250 anni della Casa d’Aste Christie’s, Masseto ha deciso di ‘donare’ una cassa  “Masseto Library Release”, ovvero una raccolta di rare annate, che la Casa d’Aste Christie’s ha messo come lotto Charity per il 30° anniversario della sede di Hong Kong lo scorso 27 maggio.

Considerato uno dei più grandi vini del mondo e riconosciuto come un investimento molto solido per l’indice Liv-Ex, questa rara cassa “Masseto Library Release” è stata svelata nel corso della recente asta di Christie’s denominata “Finest and Rares Wines”, tenutasi ad Hong Kong lo scorso 27 maggio 2016.

Il lotto è stato composto di sei straordinarie bottiglie (6 x 750ml) delle annate 2006-2011, confezionate in una speciale cassa di legno, realizzata su misura appositamente per queste bottiglie.

Solo 100 di queste eccezionali casse sono state prodotte da Masseto ed ognuna è numerata, quella andata all’asta ad Hong Kong portava la numerazione 1/100.  Il ricavato dell’asta è andato a favore della Croce Rossa francese, charity partner esclusivo per l’evento.

Masseto, benessere di lusso

Come per tutte le “normali” bottiglie di Masseto, quelle appartenenti alla “Masseto Library Release”  sono state equipaggiate con la tecnologia Prooftag ™ sul collo di ogni bottiglia, che ne garantisce l’autenticità e la provenienza.

Quei collezionisti che avranno perso l’opportunità di assicurarsi la cassa numero 1/100 all’asta di Christie’s ad Hong Kong, potranno avere la rara occasione di trovare altre “Masseto Library Release” presso pochissime prestigiose enoteche altamente selezionate in tutto il mondo, a partire dal mese di ottobre 2016, cioè immediatamente dopo l’immissione sul mercato delle bottiglie per l’anno 2016, peraltro già in un numero estremamente limitato.

Qualità estrema per un vino di grande fama. Perché, come ha detto Coco Chanel, “Il lusso non è il contrario della povertà, ma della volgarità”. Soprattutto quando ad esprimerlo è un idea di vera eleganza che trova nella sobrietà l’arte del vivere con classe.

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