La strada si fa fotovoltaica

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La strada si fa fotovoltaica
La strada si fa fotovoltaica

La strada si fa fotovoltaica. Nasce in Francia l’idea di realizzare autostrade solari capaci di produrre energia e come tali in grado di garantire enormi vantaggi ambientali ed economici. Ecco allora la prima strada fotovoltaica. Protagonista di questa innovazione è Wattway, un asfalto rivoluzionario. La prima sperimentazione è avvenuta nel Dipartimento della Vandea (con un finanziamento complessivo di 160 mila euro) dove i pannelli, installati nell’area parcheggio del centro sportivo-culturale Vendespace nei pressi di La-Roche-sur-Yon, sono oggi in grado di alimentare una stazione di ricarica per veicoli elettrici.

Lo scorso dicembre è stato ivece inaugurato in Normandia il primo chilometro fotovoltaico della RD5, un strada statale nei pressi di Tourouvre-au-Perche Il tutto è frutto di circa 5 anni di ricerca da parte di Colas, azienda che si occupa della costruzione di infrastrutture per i trasporti, e della INES, istituto francese per l’energia solare.

Sul piano della produzione elettrica, Wattway non ha nulla da invidiare a qualsiasi tetto solare: con soli venti metri quadri è in grado di assolvere alle necessità di una famiglia media, mentre con un chilometro si può garantire elettricità ad una cittadina di 5 mila abitanti. “Se rivestissimo di pavimentazione solare un quarto delle strade nazionali riusciremmo ad assicurare alla Francia l’indipendenza energetica”, sostiene Hervé Le Bouc, amministratore delegato di Colas e anima del progetto.

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Il manto stradale è costituito da pannelli fotovoltaici, progettati per resistere agli urti e al passaggio di mezzi pesanti. Le celle sono in silicone policristallino e vetro riciclato, incapsulate nella struttura per aumentarne la resistenza e la flessibilità.

Lo spessore dell’asfalto è di pochi millimetri, permettendo una buona dilatazione del materiale, sia essa dovuta a variazioni di temperatura o al peso dei veicoli. Inoltre, Wattway può essere applicato direttamente sul manto stradale già esistente.

I pannelli sono caratterizzati da un grado di protezione IP66, permettendone l’utilizzo in tutte le condizioni meteo. L’efficienza stimata dei pannelli è del 15 %.  La quota di energia prodotta non è trascurabile!

Si stima una media giornaliera di produzione di circa 700 kWh e fino a 280 MWh annuali. Inoltre, con 20mq di installazione si possa soddisfare la richiesta energetica di un’abitazione.

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Non mancano però gli interrogativi. I principali riguardano l’effettiva resistenza agli urti e al passaggio di mezzi pesanti dell’asfalto. Si discute anche riguardo alla durata dei pannelli, stimata da un minimo 10 a un massimo di 20 anni, per strade mediamente trafficate. Da non sottovalutare poi gli enormi costi che vengono richiesti. Il costo del primo chilometro di installazione è stato di circa 5 milioni di euro.

Questa cifra ha destato non poche polemiche in Francia, ma si prospetta un futuro ammortamento del costo iniziale. Inoltre, se questa tecnologia dovesse rivelarsi conveniente, un maggior investimento nella ricerca potrebbe abbattere i costi delle prossime installazioni.

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Senza considerare i vantaggi economici da un punto di vista energetico.

 

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Luca Malgeri
Giornalista, laureato in Scienze Politiche, svolge da sempre la sua professione con grande passione, scrivendo e confrontandosi, nel corso degli anni, con tanti e diversificati argomenti. Ha iniziato con la telefonia mobile e l’information technology e poi ancora agriturismo, motori e settore casa. Negli ultimi anni si è occupato di tutto ciò che riguarda il mondo agricolo, guardando sia alla meccanizzazione, quindi trattori e macchinari, che all’enogastronomia, ai prodotti tipici, all’allevamento e al giardinaggio. Collaboratore con blog e testate online, è convinto che il futuro sia nel web e nelle potenzialità che questo offre.

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