In alto i calici. Per l'Amarone sempre più sostenibile

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In alto i calici. Per l’Amarone sempre più sostenibile. Se Orazio sentenziava nunc est bibendum, oggi bisogna fare un brindisi con un buon bicchiere. Di Amarone possibilmente.

Anteprima Amarone 50°, infatti, la manifestazione organizzata dal Consorzio per la Tutela dei Vini della Valpolicella in occasione dei 50 anni di Doc, oggi alla giornata inaugurale, in programma fino a lunedì, ha evidenziato tutto il successo del celebre vino e una produttività tra le più alte del nostro paese.

In concreto: 62 milioni di bottiglie nel 2017, 24 mila euro per ettaro, 2300 aziende produttrici.

Un “oro rosso” capace di spingere l’economia di Verona. All’estero il rosso veronese è cresciuto del 10% in valore e del 68% in volumi. Lo evidenzia l’indagine annuale svolta dall’Osservatorio vini della Valpolicella e curata da Nomisma-Wine Monitor su un campione rappresentativo di produttori. Anche sul mercato interno grande balzo dei consumi: +20%.

In alto i calici. Per l’Amarone sempre più sostenibile.

L’indagine di Nomisma ha anche rilevato che le parole bio e sostenibilità hanno un grande potere attrattivo sul consumatore. In particolare sugli americani e sugli italiani.

 

In alto i calici. Per l'Amarone sempre più sostenibile
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L’Amarone, insomma, piace. Se è “etico”, sostenibile, ancora di più. Per festeggiare al top, e guardare con ancora più fiducia ai prossimi 50 anni, il Consorzio di Tutela Valpolicella ha inaugurato il primo summit internazionale sulla viticoltura sostenibile, il Sustainable Winegrowing Summit.

Al Summit hanno preso parte i principali rappresentanti delle zone vinicole più importanti di paesi come California, Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda, Austria- Al centro del dibattito: sostenibilità in economia, vigna e cantina.

In alto i calici. Per l’Amarone sempre più sostenibile

Una strada, quella della sostenibilità che il Consorzio di Tutela Valpolicella ha introdotto tre anni fa diffondendo tra i propri associati il motto delle 3 R ossia riduci, risparmia e rispetta.

“La sostenibilità in vigna e in cantina – ha sottolineato il presidente del Consorzio, Andrea Sartori sulle colonne del Corriere della Sera – non rappresenta solo un valore etico, ma anche una leva di mercato: sono molti gli indicatori che dimostrano come l’aspetto eco-responsabile sia sempre più apprezzato nel mondo, a partire dalle nuove generazioni di consumatori. Millennials in primis”.

In alto i calici. Per l’Amarone sempre più sostenibile

Un team di agronomi controllerà il rispetto delle pratiche essenziali per la certificazione.

In alto i calici. Per l'Amarone sempre più sostenibile
In alto i calici. Per l’Amarone sempre più sostenibile

Il sindaco di Verona Federico Sboarina ha sottolineato nel saluto inaugurale di prassi: “L’imprenditoria veneta ha saputo investire e trasformare il prodotto in eccellenza facendo crescere l’intera città.

È nostro dovere sfruttare questo brand, collegandolo al turismo e alla cultura. Bisogna lavorare insieme in modo che questi primi 50 anni siano una tappa e non una meta”.

Interessanti anche i dati riportati dal Consorzio riguardo l’indotto generato dai servizi e dal turismo: +54% tra il 2009 e il 2016.

L’Amarone va forte anche in Germania (+30%), Stati Uniti (+10%), mentre Svizzera e Regno Unito segnano aumenti indicativamente attorno a un 5% in più. Trend in aumento anche nei mercati asiatici con Cina e Giappone che segnano un +15%.

Secondo i rilievi curati dall’indagine Nomisma-Wine Monitor l’Amarone avrebbe prodotto lo scorso anno un giro d’affari di oltre 355 milioni di euro.

Non rimane che dire: beviamoci su.

 

Altre informazioni:

Sito web: anteprimamarone.it

 

 

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